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pubblicato il 5.08.07
Stop al concerto pro-stragista
·

l sindaco di Bari convince l´amministrazione del paese a fare marcia indietro dopo il sì alla kermesse fascista
Stop al concerto pro-stragista
Paolo Russo

Gli estremisti di destra hanno fatto un passo indietro. Il concerto in onore di Luigi Ciavardini, inizialmente autorizzato dal sindaco di Modugno, Giuseppe Rana, è stato annullato. Dopo la denuncia delle famiglie delle sette vittime baresi della strage di Bologna, l´indignazione pubblica del sindaco di Bari Michele Emiliano è stata più forte della volontà dei militanti di “Azione e tradizione” e del nulla osta rilasciato dall´amministrazione comunale di Modugno. Oggi non ci sarà nessun concerto di solidarietà in onore dell´esecutore materiale della strage di Bologna.

Il caso Ciavardini è nato e morto nel giro di mezza giornata. Ma la manifestazione pubblica inizialmente in programma per questa sera nella villa comunale di Modugno, ha turbato le celebrazioni in onore delle vittime baresi della strage di Bologna. Notizia del concerto, fino a qualche ora prima rimasto nel più totale anonimato, è arrivata in poco tempo al ministero degli Interni. Anche la Digos ha acquisito informazioni e il prefetto di Bari ha immediatamente disposto un massiccio invio di forze per prevenire incidenti. «Questa mobilitazione sproporzionata, questa indebita pressione, questa strumentalizzazione – ha raccontato a caldo, Gianvito Armenise, coordinatore del movimento di estrema destra – ci ha spinto ad annullare il concerto».

In piedi, vicino alla lapide in onore dei sette baresi ammazzati il due agosto di ventisette anni fa, il sindaco di Bari, scuro in volto, ha tuonato: «La cultura fascista che ha ammazzato queste persone non è affatto scomparsa». Emiliano, poco prima di deporre la colonna d´alloro, aveva raccolto il risentimento di alcuni familiari delle vittime presenti alle celebrazioni. Aveva appreso, ascoltando una radio locale, la notizia del concerto in onore di Ciavardini. La condanna del sindaco è stata immediata: «Questa manifestazione rappresenta una offesa morale non solo ai familiari delle vittime ma a tutta la comunità democratica e antifascista barese». Bari, ha motivato con più calma Emiliano nei minuti successivi, è la città italiana che ha pagato il più alto tributo di sangue per la strage di Bologna. Per questo è inammissibile che a pochi chilometri dal capoluogo, il giorno successivo alla commemorazione dei defunti, sia stato autorizzato un concerto di solidarietà per Luigi Ciavardini. Un terrorista neofascista che la Cassazione, pochi mesi fa, ha confermato essere l´esecutore materiale dell´attentato.

Il problema che l´autorizzazione per il concerto è stata rilasciata, praticamente in bianco, un mese fa, dal sindaco di Modugno, Giuseppe Rana: «Ma era solo una richiesta per un concerto rock». L´ira di Emiliano ha suggerito al primo cittadino di Modugno un rientro forzato dalle ferie per incontrare Gianvito Armenise, organizzatore del concerto e suo diretto avversario alle elezioni per la poltrona di sindaco. «Io sono democratico e di sinistra – ha tenuto a sottolineare Rana – e sono anche per il rispetto di chi ha idee diverse dalle mie. Non ho proibito nessun concerto. Ho detto solo che, organizzato in quella data, sarebbe stato inopportuno». E i militanti di “Azione e tradizione” hanno preferito desistere: «Con il clamore che hanno creato, qualche infiltrato avrebbe potuto provocare disordini. La responsabilità sarebbe stata tutta nostra. E dire che volevamo anche fare un minuto di silenzio per le vittime».
(03 agosto 2007)

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