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pubblicato il 2.10.12
Parma: Pestata da un autista Tep
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“Un autista dell'autobus mi ha picchiata. Avevo paura che mi uccidesse”. Nura (nome di fantasia, ndr) non porta il velo, i ricci li tiene a crocchia sulla nuca. Un gesto quotidiano, quello di legarsi i capelli, questa mattina le è costato fatica. Da sabato sera ha il polso sinistro ingessato. Mostra un referto medico del pronto soccorso e racconta una storia che ha dell'incredibile. Una storia che dovrà essere verificata dalla magistratura, a cui Nura si rivolgerà tramite il suo avvocato per sporgere denuncia: “Sono stata aggredita da un autista della Tep”.

Nura è una donna di mezza età, è nata in Marocco e ha la cittadinanza italiana. Lo ripete, come a prevenire i pregiudizi: “Sono cittadina italiana”. Da quasi vent'anni lavora a Parma nel settore pubblico, come interprete. I fatti che l'hanno portata al Pronto soccorso sarebbero accaduti sabato sera, verso le 19.30. Nura si trova in una fermata capolinea, l'autobus è fermo e deserto. “L'autista era nel gabbiotto e guardava il suo cellulare. Io mi ero messa il velo, che di solito non porto, perché pioveva e c'era freddo. Mi sono avvicinata per chiedergli quando partiva l'autobus. Lui mi ha risposto: alle 19.47. Io avevo paura di perdere una coincidenza dell'autobus che mi avrebbe portata a casa e gli ho chiesto se c'era quello delle 19.31. Ecco cosa mi ha risposto, testuali parole: 'Fuori dai coglioni, avete rotto il cazzo, stranieri di merda'”.
Nura risponde a tono: “Io sono cittadina italiana, non può umiliarmi, è suo dovere dirmi gli orari”.

Cosa sia successo dopo dovrà essere accertato dalle forze dell'ordine. Nura racconta di essere stata afferrata per il braccio sinistro. Lei è piccola di statura. L'autista, dice, è alto e palestrato. “Mi ha sollevato e torto il braccio, tirandomi dentro al gabbiotto, finché non sono svenuta. Quando sono caduta a terra mi ha dato dei calci sull'anca. Era come preso da un raptus. Avevo paura che mi uccidesse, era tutto buio e non c'era nessuno. Io stavo male, lui mi ha detto 'Eh, fai la moribonda...”. Poi quando ha visto che rimanevo a terra ha chiamato lui l'ambulanza. Io ho detto 'non mi muovo finché non arrivano le forze dell'ordine'. Gli operatori del 118 hanno chiamato la polizia. Sono arrivati e hanno preso i nostri nomi. Io sono andata al pronto soccorso. Mi hanno fatto i raggi, non ci sono fratture ma mi hanno messo il gesso. Ho una prognosi di otto giorni. Anche lui, l'autista, l'ho visto nella sala d'aspetto del pronto soccorso”.

Il referto medico di due pagine le riscontra un trauma contusivo-distorsivo a spalla, gomito e mano sinistri e un evidente stato di contrattura antalgica della muscolatura paravertebrale. Nura ora ha gonfiore e dolori intensi nella parte sinistra del corpo.
“Voglio fare sapere a tutti che cosa mi è successo” ripete. Mercoledì si recherà in questura col suo avvocato per sporgere formale querela. Poi, toccherà alla magistratura accertare fatti e responsabilità. Per ora non sono giunte comunicazione dall'azienda Tep, dalle rappresentanze sindacali degli autisti o dalla polizia su eventuali episodi violenti avvenuti nei giorni scorsi a bordo di autobus.

Fonte: parma.repubblica


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