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pubblicato il 7.09.08
Pesaro: 5 naziskin al pronto soccorso
·
Il Messaggero - Sabato 30 Agosto 2008

E adesso il clima si fa davvero pesante.
Che sia un attacco per ragioni politiche o meno l’aggressione di
mercoledì notte, ai danni di un gruppetto di 4/5 naziskin, si inserisce in un contesto già di per sé teso nella nostra provincia.
Prima le provocazioni ai ragazzi del centro sociale di via Leoncavallo, poi le bandiere dei sindacati bruciate il Primo maggio scorso, seguite da episodi più gravi come le due aggressioni nazi ai danni di alcuni giovani sul lungomare di Marotta e recentemente - è storia di martedì notte - le svastiche e le croci celtiche dipinte sulla sede della circoscrizione di Vismara.
Sarebbero stati proprio questi ultimi simboli, che hanno imbrattato il murales dipinto sull’edificio, la causa scatenante della reazione violenta di un gruppo formato da una ventina di ragazzi che, la sera dopo il raid delle scritte, ha aggredito, poco fuori dal centro storico il gruppetto di naziskin, di fronte all’abitazione di uno di loro.

Impossibile non associare un significato politico all’aggressione. Una reazione dettata dalla rabbia per un gesto vandalico che ha rovinato un murales dedicato a tutti i giovani di Vismara e, in particolare, a due ragazzi scomparsi prematuramente.
L’ira nel vedere rovinato il ricordo dei loro coetanei avrebbe scatenato la vendetta, conclusasi con i cinque nazi al Pronto Soccorso.
Un episodio da condannare, anche se non tutti ne prendono le distanze.
«Assolutamente no – spiega Daniele Falcioni del centro sociale di via Leoncavallo – Affermo con certezza che non siamo stati noi ad aggredire quei ragazzi, ma non condanniamo l’azione. E’ da un po’ di tempo che il clima politico nella nostra provincia è avvelenato ed è ora che Questura e Comune se ne rendano conto. Le persone, che noi e Digos conosciamo, responsabili di quelle croci celtiche e di quelle svastiche, hanno imbrattato un murales che i ragazzi di un intero quartiere avevano dedicato ad amici scomparsi. Ora qualcuno si è fatto giustizia da solo ma non penso abbiano sbagliato».

Parole che non aiuteranno certo a distendere il clima.
Intanto la Digos sta procedendo nelle indagini.
In tal senso è stato sentito anche un ragazzo dei Giovani democratici, ex Sinistra Giovanile, estraneo ai fatti, ma ascoltato su segnalazione di una delle vittime dell’aggressione. «Noi giovani del Pd – spiega Matteo Mercantini, responsabile dei Giovani democratici – condanniamo l’episodio anche se chiediamo venga alzato il livello di guardia contro il ritorno di movimenti fascisti».
Nel frattempo le scritte vandaliche sul murales sono già state ricoperte con altri colori e rese irriconoscibili.
Tra poco di quelle non ci si ricorderà più.
L’aggressione invece rischia di lasciare strascichi.


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