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pubblicato il 21.02.06
- Riccione: Devastata la sede dell'ArciGay
·

L’Arcigay: “Boicottate Riccione” (21/02/06)

Riccione – La sede devastata per la seconda volta in meno di un mese e la bocciatura annunciata – da quasi tutta la maggioranza – del registro per il riconoscimento delle unioni civili. Il movimento omosessuale accusa il colpo, ma rilancia immediatamente e per voce del presidente dell’Arcigay di Riccione Davide Piccioni annuncia: “Con grande rammarico dico che boicotteremo il turismo omosessuale, questa non è più una città gay friendly. Non lo è nelle istituzioni che promettono, promettono e poi non mantengono mai nulla. E non lo sotto il punto di vista dell’ordine pubblico perché non è possibile subire atti intimidatori come quello della devastazione della nostra sede ogni volta che si parla di registro per le unioni civili”.I fatti. Sabato mattina, alcuni operai al lavoro vicino alla sede dell’Arcigay (a fianco della biblioteca comunale) notano due buchi piuttosto grandi nella vetrata della porta d’ingresso e segnalano l’episodio. Probabilmente nella notte tra sabato e domenica gli autori dei buchi, non contenti, tornano e prendono a sassate la porta (vetro con maglia metallica all’interno) e la sfondano, quindi gettano sassi e immondizia in quantità in segno di sfregio verso gli omosessuali. A nulla servono le inferriate montate alla finestra dall’amministrazione comunale un mese fa dopo i primi atti vandalici. “Siamo stufi, questi atti di inciviltà devono finire. Chiediamo all’amministrazione di prendere posizione e di condannare ogni tipo di violenza nei nostri confronti. L’amministrazione, con il suo silenzio come la volta precedente, rischia di rendersi complice degli squilibrati”.I gay spiegano inoltre di non sentirsi al sicuro, di subire discriminazioni sul posto di lavoro e di subire continuamente il “sessismo”, forma di razzismo basata sulle diversità sessuali. “Con grande rammarico, se la situazione non dovesse cambiare, saremo costretti a disincentivare, con tutti i mezzi a nostra disposizione, gli omosessuali a venire in vacanza a Riccione, trattandosi di un posto diventato pericoloso e dove non sono ben accetti. Perderemo così una grossa fetta di turismo anche di fascia medio alta; cosa diranno i commercianti e gli operatori turistici?”.In serata alcuni circoli gay italiani erano già stati informati della situazione riccionese. L’Arcigay è poi tornato sulla questione del registro per le unioni civili. “Chiediamo di dare un segno forte e tangibile nel prossimo Consiglio comunale approvando il registro delle unioni civili”. Molto probabilmente però, ed è cosa nota ai gay, il registro – durante la seduta del Consiglio comunale di giovedì sera – non sarà approvato. In maggioranza non è infatti stato trovato un accordo nonostante le promesse fatte ai gay da parte del sindaco Daniele Imola e attraverso i giornali da parte del segretario della Quercia Fabio Galli. “Al di là della posizione della Margherita, anche all’interno dei Ds non si troverebbe l’accordo sul registro. Approveremo comunque un ordine del giorno per chiedere al Governo di legiferare sulle unioni civili. Si tratta di un atto simbolico, ma del resto anche il registro in termini di risultati non sarebbe andato oltre l’effetto simbolico”.

Enea Abati (Corriere Romagna)
da indymedia

Riccione, devastata la sede Arcigay

RICCIONE – Devastata, per la seconda volta, la sede dell’associazione Arcigay ‘Alan Mathison Turing’ di Riccione. L’edificio era stato distrutto il 14 dicembre scorso. ‘’Un atto gravissimo di incivilta’‘’ ha detto il presidente del circolo, Davide Piccioni, che chiede un formale atto di condanna a tutte le forze politiche. ‘’la volta scorsa – spiega – ci espressero solidarieta’ soltanto Pdci e Prc, mentre il sindaco minimizzo’ l’episodio’’ e ‘’non una parola di condanna arrivo’ da Ds, Verdi, Rosa nel pugno e da chi tradizionalmente e’ sensibile ai diritti delle persone omosessuali’’. (Agr)
20/2/2006

da Anarcotico


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